L’attuale scenario internazionale, segnato drammaticamente dal conflitto in Iran, sta minando i già fragili equilibri della nostra economia. L’aumento spropositato del costo dei carburanti non è più soltanto un dato statistico: rappresenta ormai una tassa occulta che erode, giorno dopo giorno, la dignità del salario di migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Come UILFPC Catania, osserviamo con estrema preoccupazione un fenomeno che assume contorni drammatici per chi è impiegato con contratti part-time al 50% o al 75%, spesso inquadrato nei livelli d’ingresso. Parliamo di lavoratori che, con retribuzioni che in molti casi non raggiungono i mille euro mensili, sono oggi costretti a scegliere tra il costo del tragitto casa-lavoro e i bisogni essenziali delle proprie famiglie.

Non si tratta di distinguere tra lavoratori di serie A e di serie B. Questa crisi colpisce tutti. Tuttavia, è dovere del Sindacato evidenziare che, per chi percepisce già salari prossimi alla soglia di povertà, l’aumento dei carburanti trasforma il lavoro in una perdita economica.

La soluzione esiste ed è già stata testata con successo: lo Smart Working in forma massiva.

Chiediamo alle aziende un atto di responsabilità e sensibilità: attivare modalità di lavoro agile che permettano di abbattere drasticamente le spese di trasferta, almeno fino a quando non torneremo a una normalità dei mercati. È una questione di etica del lavoro. Chiediamo di trovare insieme soluzioni creative e solidali che garantiscano la continuità produttiva senza però svuotare le tasche di chi, con dedizione, garantisce ogni giorno i servizi.

Il sindacato non cerca privilegi, ma equità. Se il costo per andare a lavorare diventa superiore al beneficio del lavoro stesso, a fallire non è solo un bilancio familiare, ma l’intero sistema sociale.

Restiamo pronti al confronto, con la determinazione di chi sa che il lavoro deve restare, prima di tutto, uno strumento di libertà e non una fonte di indebitamento.

Gaetano Cristaldi

Segretario Generale UILFPC Catania

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